Per noi la strada è luogo di incontro e relazione, scambio e partecipazione.
Nelle nostre 52 pagine ci occupiamo delle città e delle aree urbane. Italiane per lo più. Di quelle Terre che si preferisce ancora osservare da lontano, sulla soglia, e che invece noi vogliamo raccontarvi dall’interno. Nella convinzione che oggi il “sociale” abbraccia tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana.
Sociale, quindi, significa per noi relazione. Quella che sta dietro a una notizia o a un’inchiesta, ma anche ai nostri consumi, dalla moda alla musica. Inchiesta e servizio sono e restano le nostre anime. Le nostre parole d'ordine sono: informazione, condivisione e cambiamento.
Collaborano con noi Pat Carra (vignettista), Ulderico Pesce (attore di teatro civile), Loretta Napoleoni (economista) e i sociologi di laboratorio Perimetro (un’esperienza di ricerca nata a Milano da un’idea di Francesca Zajczyk), le redazioni delle carceri Bollate, Padova, Venezia e Piacenza, Esterni (associazione culturale che organizza il Milano film festival e il Fuori salone), la Scuola di scrittura Holden di Torino, la rivista musicale Rockit e Legambiente.
Nelle pagine del nuovo Terre si parla anche di immigrati di Seconda generazione, di associazioni antimafia, di moda critica, design sostenibile e software libero, di turismo alternativo e responsabile, di cibo e divertimenti.
Terre è il primo “street magazine fondato dal basso”. Il nostro giornale nasce dalla strada, ed è sostenuto dalla strada. Ma questa volta i passanti vengono “presi a bordo”. Chiediamo loro di partecipare alla fondazione del giornale. Di credere nel nostro progetto di cultura alternativa e di finanziarci.








